a cittadina di San Marco dei Cavoti custodisce un patrimonio
architettonico di notevole importanza. Ricca di edifici storici, palazzi ducali e dimore signorili, San Marco dei Cavoti lega la
notorietà artistica al Palazzo Ielardi, uno splendido edificio del '400, sito in Piazza Risorgimento.

i pari interesse architettonico è la celebre Torre
dei Provenzali. Di struttura tardo romanica, la struttura fu edificata ad opera dei Provenzali quando sorse il paese,
cioè approssimativamente tra il 1351-1385, epoca in cui questi genti straniere si stabilirono nell'agro di San Marco.

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el corso dell'anno a San Marco dei Cavoti vengono organizzate numerose manifestazioni, sia
folcloristiche che religiose, che testimoniano
la volontà di conservare inalterato un patrimonio culturale che si perde nei secoli.
ra le tante, come manifestazioni più significative, per il numero di visitatori che riescono ad attrarre, ricordiamo:
la Festa dei carri, dal 12 al 14 agosto; la Festa dell'emigrante, il 15 agosto; la Festa del cavallo avelionese, nella seconda metà di settembre,
istituita per la valorizzazione di questa razza di cavallo, di origine altoatesina, per il quale da tempo è stato costituito nel comune uno dei pochi nuclei di selezione di razza pura del
Mezzogiorno; Miss Sannio, il 20 agosto; Dilettanti allo sbaraglio, il 13 settembre; Rassegna rock and blues,
il 23 settembre; Un albero per amico, il 21 marzo.
l vero grande patrimonio di San Marco dei Cavoti è rappresentato dal
paesaggio naturale che il suo territorio è in grado di offrire: una vasta area verde fatta di boschi di conifere, cerro e pioppo,
intervallata da piccoli corsi d'acqua, come il fiume Tammarecchia.

ra gli itinerari più suggestivi va segnalato il
Monte San Marco, un parco agrituristico di San Marco dei Cavoti, a 1007 metri sul livello del mare. La strada
che porta al monte è la seguente: si percorre per 1 km la Strada Statale n.369 e si arriva al bivio di Molinara; sulla sinistra
si accede per la contrada Catapano. Si percorrono 3 km circa e si arriva verso le prime abitazioni della contrada Franzese da cui si
svolta per arrivare sul monte.
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