
l suo patrimonio artistico si sviluppò a
partire dal 61 a.C. quando la città, allora colonia romana, cominciò a riprendersi dai
colpi inferti dal precedente lungo assedio, riacquistando importanza e splendore e
divenendo nota come centro culturale e per la produzione di unguenti, vasi di bronzo e
terrecotte. Bene conservati tra i monumenti di quell'epoca sono il tempio
di Mitra (II secolo d.C.) e alcune tombe, fra le quali caratteristica e famosa la cosiddetta Conocchia.
l sito archeologico più significativo della città di Capua è
il teatro romano. Il complesso, nel suo primo impianto, risale almeno al II secolo a.C., ma tutti
gli altri monumenti più importanti risalgono al periodo tardo-romano, come il mitreo affrescato (II-III secolo d.C.),
le terme, l'anfiteatro (il più vasto dopo il Colosseo), i due mausolei chiamati "Carceri vecchie"
e "Canocchia" e un arco trionfale a triplice fornice sulla via Appia.

el fondo Patturelli, a est dell'abitato, è stato invece scoperto un santuario
rurale risalente almeno alla metà del IV secolo a.C., che ha restituito un centinaio di statue di matres in tufo.
Nell'ambito dell'arte italica sono poi di estremo interesse le pitture delle tombe del periodo sannitico, le numerose
terracotte architettoniche e la vasta produzione di vasellame fittile e metallico. Il Museo provinciale campano di
Capua ospita la maggioor parte del materiale rinvenuto. Per quanto concerne i siti architettonici, di rilievo sono le
costruzioni medievali come la Chiesa di San Salvatore a Corte (X secolo), il Castello delle Pietre
(XI secolo) e l'Arco di Federico II (XII secolo). Quasi tutte le strutture hanno, però, riportato danni, più o
meno gravi, con il terremoto del novembre 1980.
ell'841, distrutta dai Saraceni, decadde
definitivamente e, mentre sui resti di Casilinum sorgeva un'altra Capua, un nuovo centro,
l'attuale Santa Maria Capua Vetere, veniva formandosi sulle rovine dell'antica città,
prendendo il nome da una cappella dedicata a S. Maria. La nuova Capua conservò,
dell'antica Casilinum, il ponte romano sul
Volturno, restaurato da Federico II di Svevia e, più tardi, da Carlo III di Borbone.
el X secolo restano interessanti elementi nelle
chiese di S. Giovanni, S. Michele a Corte e S. Salvatore Maggiore. Nel Duomo d'età normanna, mal rimaneggiato nel'700 e
nell'800 e poi distrutto dalla guerra e poi completamente ricostruito, vi sono dipinti dei
secoli XIV e XVI.
otevoli anche i ruderi della porta sveva
all'inizio del ponte romano, il trecentesco palazzo Fieramosca, i quattrocenteschi palazzi
Caporaso e Antignano, quest'ultmo sede del Museo archeologico Campano (via Roma - Tel.
0823/961402), la cinquecentesca chiesa dell'Annunziata, e molto altro ancora.
e tradizioni possono essere definite come
"l'insieme dei frammenti di antiche concezioni del mondo e della vita, trasmessi da
generazione in generazione". Un patrimonio culturale strettamente collegato alla
cultura del popolo che lo ha prodotto. Una ricchezza che diventa sempre più difficile da
conservare ma che a Capua cerca di sopravvivere nei sapori e nei colori delle seguenti
manifestazioni folcloristiche e religiose:
| DENOMINAZIONE | LOCALITÀ | PERIODO |
| Il Carnevale Capuano | Capoluogo | Febbraio |
| Fiera di S. Lazzaro | Capoluogo | Maggio |
| Luglio a Capua | Capoluogo | mese di Luglio |
| Capua - Porte Aperte | Capoluogo | Dicembre |
| Natale a Capua e il Presepe vivente | Capoluogo | Dicembre |
| Fiera di S. Stefano | Capoluogo | Dicembre |