I siti architettonici, archeologici e monumentali

ra i siti archeologici più significativi che è possibile visitare sul territorio di Corleto Monforte, si segnala il "Piano del Bue". Il sito è raggiungibile mediante la S.S. per S. Rufo e dista circa 6 chilometri dall’abitato. Si tratta di resti di un insediamento urbano di origine romano-lucana. Il sito è di proprietà privata, ma è possibile visitarlo liberamente.

n altro sito archeologico degno di essere segnalato è il "Timpa degli Antichi". Si tratta, in questo caso, di resti di insediamenti rurali, ubicati al confine con Sacco e raggiungibili solo a piedi. Il sito è ad accesso gratuito.

en più numerosi sono, invece, i beni architettonici che Corleto Monforte custodisce gelosamente. Il principale è la Chiesa di S. Barbara, in origine tempio dedicato alla dea Diana, dea della caccia, e ciò per il fatto che Corleto abbondava di boschi e quindi di cacciagione.

Chiesa di S. Barbara

l nucleo originario non era grande quanto l’attuale Chiesa e probabilmente cominciava dall’odierna balaustra e terminava alla penultima arcata. Appena la religione cristiana cominciò a diffondersi nella zona, il tempio fu dedicato alla Vergine e gli fu dato il nome specifico di "S. Maria dell’Elice", poiché davanti all’odierno sagrato si elevava un maestoso elice, abbattuto poi nel 1882 perché pericolante.

a Chiesa fu la prima parrocchia di Corleto, insieme alla chiesa di S. Teodoro. Successivamente, intorno all’anno 1700, fu dedicata a S. Barbara in quanto, in quel periodo, il culto della Santa divenne assai diffuso nella zona. La statua fu acquistata a Napoli il 24 giugno 1720.

ra gli altri siti architettonici, si segnala la Chiesa di S. Giovanni. Questo tempio, contrariamente a quanto si può credere guardando l’architrave della porta centrale recante la data del 1797, fu costruito nel 1568. Si trova sulla parte alta del paese ed ha un campanile a torre. La statua di S. Giovanni Battista fu acquistata a Napoli nel dicembre del 1719 e portata a Corleto con un mulo.

nfine, si segnalano la Chiesa di S. Teodoro, che, edificata nel 500 dopo Cristo, rappresenta la prima parrocchia di Corleto Monforte, e la Chiesa della Madonna del Selice. Da alcune note nei registri della parrocchia di S. Giovanni, pare che quest'ultimo Santuario sia stato edificato verso la fine del 1500. La statua della Vergine è di stile bizantino, il che sta ad indicare che non fu modellata in Italia ma vi fu portata da lontano, probabilmente dalla Grecia.

 

 

 Le manifestazioni

e tradizioni delle genti di Corleto Monforte rivivono e si rinnovano in numerose manifestazioni folcloristiche e religiose. Tra le altre, di particolare rilievo è la "Festa della montagna" che si svolge in paese a fine luglio.

ra le altre manifestazioni, va segnalata anche la tipica Sagra del caciocavallo e del formaggio che si svolge il 14 agosto per promuovere e valorizzare una risorsa tipica locale.

 

 

 La flora e la fauna

a flora e la fauna presenti sul territorio di Corleto Monforte sono quelle tipiche della zona appenninica. Tra le specie vegetali si segnalano, numerosissimi, i boschi di castagno, di faggio e acero, mentre la particolarità è rappresentata dall'abete bianco. La specie animale tipica della zona è, invece, il gatto selvatico.

 

 

 Le bellezze ambientali

Montagnola

nserito nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, Corleto Monforte gode di un notevole patrimonio di bellezze naturali. L'intero territorio è coperto da boschi, in modo particolare di faggio, come ad esempio quello del Piano di S. Maria. Di particolare rilievo è la più nota località "Montagnola", un bellissimo bosco di faggio ed acero.

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