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Dopo
anni di crescita spontanea, il sistema di relazioni su
base digitale tra cittadini e p.a. è entrato in una fase
di regolazione istituzionale e di programmazione economica
- cfr il Piano per l’eGovernment, le strategie regionali
per la società dell’Informazione locale…
Questa evoluzione è determinata anche dalla spinta da
parte dei Comuni alla creazione di nuovi servizi pubblici
on line destinati a diventare vere utilities nelle
economie locali gestite dalle municipalità in cui si sta
consolidando un nucleo di dipendenti pubblici
tecnologicamente attivi, formato da tecnici ma anche da
funzionari dell’area amministrativa e gestionale, capaci
di fruire a pieno delle nuove tecnologie e, al tempo
stesso di progettare e sviluppare nuovi servizi di rete
per i cittadini. Non stupisce dunque che molti Comuni
nelle loro iniziative di rete coinvolgono continuamente le
proprie risorse interne.
Ma proprio la crescita dei servizi e dei contenuti
tecnologici impone agli stessi enti di aprire la loro
organizzazione a competenze esterne prevedendo modelli
organizzativi nuovi, comprese vere forme di
esternalizzazione dei servizi di rete
L’analisi dei modelli organizzativi di gestione dei
servizi di rete mostra come negli enti locali minori le
esternalizzazioni riguardino partner locali, fornitori di
servizi internet tradizionali coinvolti
nell’implementazione dei siti, mentre nei comuni più
grandi il modello di outsourcing trova una efficacia più
pregnante e si realizzano servizi di front end di tipo
informativo e transattivo.
Si tratta di trovare un equilibrio tra la necessità di
ampliare i servizi, di ridurre i costi di gestione
relativi agli investimenti tecnologici e alle risorse
professionali che rendono necessarie forme di
esternalizzazione e, allo stesso tempo, mantenere la
regia, il controllo sui servizi erogati e sui dati
raccolti e gestiti.
Il progetto COSTA rende questa scelta più organica,
fattibile, conveniente anche per i Comuni di dimensioni
minori.
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