I siti architettonici, archeologici e monumentali

l centro storico della "Fratta", ha indubbiamente un enorme valore storico e culturale. L'antico rione medievale faceva da sfondo al castello, con i suoi vicoli, stradine, molte delle quali senza uscita, e con le sue piccole dimore che testimoniano il segno di una civiltà tipicamente contadina e artigianale.

e Chiese del paese, oltre ad essere belle, sono di importanza notevole per i grottesi perché ne rappresentano il segno tangibile del loro attaccamento ai valori spirituali e alla fede. Prima fra tutte, c'è da ricordare la Chiesa di S. Michele Arcangelo, la più antica dell'Irpinia, luogo di riposo e di preghiera dei pellegrini, maestosa insieme con il suo campanile di stile longobardo. Il complesso è di notevole interesse architettonico per la tecnica edificatoria impiegata, cioè quella tipica dei longobardi, ovvero il riutilizzo di pietra di epoca romana.

ella Chiesa Madre, quella di Santa Maria Maggiore, edificata su disegno di Vanvitelli dal mastro Ciriaco Silva di Mercogliano, ci sono affreschi del Volpe, mentre all'esterno si può ammirare il campanile vanvitelliano, segno di profonda abilità artistica.

on bisogna dimenticare la celebre "Fontana del Re", opera realizzata dai mastri muratori Scipione Galluccio e Andrea Insano di Cava dei Tirreni nel 1600, nonché la Chiesa di San Tommaso D'Aquino, in cui sono esposti il gruppo ligneo della Pietà di un anonimo meridionale della prima metà del '500 ed il busto di San Tommaso (XVII secolo). Degno di nota è, anche, il Santuario di Carpignano, altra opera che riflette con semplicità creativa i segni del tempo, custodendo la preziosa icona della Madonna, di stile bizantino, rinvenuta nel 1150.

nfine, va segnalato il Museo Antiquarium Comunale di Grottaminarda, annesso alla Biblioteca Comunale "O. Sanini" (vedi), in via Condotto, che, con i suoi reperti, testimonia la presenza dell'uomo nella valle dell'Ufita sin dal Neolitico Antico-Medio, e cioè dal V Millennio a.C. fino all'epoca Romana.

reperti in esso custoditi sono il segno tangibile della storia evolutiva umana e, nel contempo, custodiscono gli antichi segreti del tempo che fa cornice alla creatività, alla fantasia e alla operatività. Spiccano, per la notevole fattura, i vasi ceramici del periodo finale del Neolitico, le due asce frammentarie che rappresentano l'industria litica dell'età del rame, e i pesi di telaio, un unguentario, un craterisco a figure rosse e una gamma di manufatti votivi che testimoniano l'età del Bronzo e del Ferro. Rappresentano l'epoca Romana, non solo numerose creazioni in ceramica, ma anche, frammenti marmorei e un ritratto maschile che probabilmente rappresenta la figura di Ottaviano Augusto.

noltre, di grande importanza e valore storico, sono da ricordare le circa 200 monete che vanno dal periodo Repubblicano Romano a quello Medievale. Ma nel museo è possibile cogliere anche i segni dell'età contemporanea, attraverso fotografie, documenti storici, politici e sociali che rappresentano ansie, gioie e problemi di questa comunità. Ci sono, infatti, tre mostre permanenti: 1) la "Collezione di cartoline" (1905 – 1925); 2) la "Mostra fotografica sull'emigrazione del secondo novecento"; 3) la "Mostra della storia dello Stemma del Comune".

 

 

 Le manifestazioni

i grande importanza, per il valore religioso ad essa attribuita da parte dei grottesi, è la festa che si celebra a metà mese di agosto in onore di S. Tommaso, S. Antonio e S. Rocco.

i sono numerose altre feste rionali e religiose, come quella in onore di S. Antonio "Piccirillo", quella della Croce, che si svolge alla Via Pioppi lungo la Via Nazionale, quella di S. Michele, di S. Lucia e di Padre Pio.

ome manifestazioni socio-culturali, c'è da ricordare: il "Presepe Vivente del sette-ottocento napoletano", organizzato dalla Pro Loco di Grottaminarda, nel quale vengono rievocate figure e riti contadini e artigianali di grande fascino; "Il Carnevale", organizzato, anch'esso, dalla Pro Loco per la prima volta nel 1998; una mostra di libri e giornali di autori ed editori locali nonché di giornali d'epoca, di fine '800 e prima metà del '900, organizzata presso la Biblioteca Comunale nei mesi di luglio e agosto.

otto il profilo folcloristico, c'è, infine, da ricordare: le "Vampalenze" (i falò) che si svolgono la notte di Natale e che coinvolgono tutti i Rioni di Grottaminarda; la "Sagra del Cicatiello con Pulieo o con la Ciambuttella"; la "Sagra della Birra e del Baccalà".

 

 

 La flora e la fauna

l territorio del Comune di Grottaminarda è caratterizzato da prati, adibiti a pascoli, da macchie e zone boschive, con un'enorme varietà di piante, tra cui la famosa erba "Pulieo", usata nella gastronomia locale.

ra gli alberi ad alto fusto si ricordano le querce coccifere, le cui coccole sono state prese d'esempio per la creazione di collane di prestigio. Va ricordato, infine, che all'interno delle macchie di vegetazione si possono trovare, anche se raramente, animali da selvaggina.

 

 

 Le bellezze ambientali

l territorio del Comune di Grottaminarda è attraversato dal corso del fiume Ufita, le cui acque, però, non sono più abbondanti come un tempo. Tutto intorno la presenza di macchie e boschi ha favorito la creazione di ampie zone, il cui fascino di bellezza naturale ancora incontaminata, è notevole fonte di attrattiva.

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